Le 5 cose che ho imparato da quei 15 chili in più

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Il fatto che io sia qui sulla tastiera per affrontare questo argomento è già un grande passo per me. Perchè se c’è una cosa di cui sono certa è che, se oggi ne parlo, significa che in me è nata una consapevolezza che prima non avevo. Ma andiamo con ordine.

Essendo un argomento delicato, ci tengo a precisare che questa è solo ed esclusivamente la mia esperienza. Nessuna dieta verrà consigliata, nessun regime alimentare che dovrete seguire. Nulla di tutto ciò, semplicemente perchè non sono un medico e perchè soprattutto non sono d’accordo con la concezione del “peso ideale” che la donna debba avere secondo la società. Esistiamo solo noi e il nostro corpo in quanto sistema che deve funzionare seguendo regole salutari e non canoni estetici.

Dunque, fino a 4 anni fa ero una ragazza di 1 metro e 75 che pesava 70 chili. Non sottopeso, ma nemmeno troppo sovrappeso. Oggi, con 15 chili in più addosso, ripenso a quella me di 4 anni fa e mi definisco “giusta, con le mie curve e la mia cellulite (che tutte abbiamo), ma giusta, in salute”.  Il problema è che, sempre 4 anni fa, mi vedevo enorme, ed è qui che arriva la prima cosa che ho imparato ingrassando 15 chili e che voglio condividere: porca miseria, così mi sentivo bene!! Dovevo rendermene conto. Dovevo rispettarmi di più..

Non vi ho ancora detto il motivo per cui sono aumentata di 15 chili; la risposta è piuttosto semplice, ho smesso di muovermi e di avere delle regole alimentari, quelle semplici regole che ci insegnano fin da bambini, niente di più e niente di meno. Perciò verdura zero, frutta se capitava, dolci senza un minimo di criterio e niente orari. Il tutto condito dallo stress universitario, una vita molto sedentaria e il giudizio esterno sul mio fisico, che troppo spesso ho ascoltato..

Quindi la seconda cosa imparata è che nessuno può sapere ciò che viviamo dentro di noi. Una persona che aumenta di peso non va giudicata, punto. Ognuno ha il proprio vissuto e nessuno di noi deve sentirsi in dovere di dire la propria su un argomento così importante e delicato.

A questo si collega la terza, forse la più importante: diamo ascolto al nostro corpo. Esso infatti ci invia costantemente dei segnali, sia di benessere che malessere. In questi 4 anni, di segnali ne ho ricevuti a migliaia, che mi avvisavano del disagio che stava vivendo il mio organismo: irregolarità, dolorosissimo gonfiore, fatica a concentrarmi nello studio (con conseguente sfiducia in me stessa e nelle mie capacità), aumento di peso visibile anche sul viso fino ad arrivare a non riconoscermi davanti allo specchio… Segnali che non ascoltavo.
Ripeto, non sto dicendo che ci debba essere per forza un modello da raggiungere. Tutte noi siamo diverse e ognuna con le proprie necessità. Io semplicemente mi vedevo diversa da come ero sempre stata, e tutt’altro che in salute.

Mi accorgevo che in quei 4 anni di squilibri avevo commesso degli errori, dannosi per il mio organismo.

Ho iniziato ad ascoltare il mio corpo il 9 Ottobre 2018, il giorno in cui mi sono decisa a farmi aiutare da una nutrizionista, che mi ha insegnato un’altra cosa, nutrirmi, mentre fino a quel momento avevo mangiato e basta. Io infatti dico sempre che ho imparato a mangiare con la bocca quando sono nata, con la testa a 25 anni. 

E ultima, ma non meno importante, la quinta consapevolezza: il cibo è un dono, un privilegio, e merita la nostra attenzione. Potrà sembrarvi banale come considerazione, ma vi assicuro che per me il cibo era sempre stato una cosa scontata, un semplice automatismo. E di questo me ne vergogno perchè non mi ero mai resa conto, invece, di quanto fossero buoni il pesce, le verdure, la carne sana, la frutta, ma sopratutto di quanto fossi fortunata a poterne usufruire quotidianamente, quando per molte altre persone nel mondo purtroppo non è così..

La mia nutrizionista mi ha insegnato a mangiare davvero. Oggi non vedo l’ora di sedermi a tavola e mangiare cose buone e sane (compresi pane e pasta!) e l’azione stessa, dall’essere mindless è diventata mindful . Poi certo, il mio piano nutrizionale prevede alcune rinunce (come evitare alimenti troppo raffinati e industriali), ma ho imparato a vederle come rinunce per un fine superiore, la mia salute, con risultati visibili e percepibili.

Quali vittorie ho avuto?

Be’…se proprio vogliamo parlare di chili persi, sono quasi a 5 in 3 mesi e come “traguardo” non è male, anche se non è questo l’obiettivo principale. Non pretendo di avere tutto e subito, ma voglio tornare a sentirmi IO, giusta secondo i miei canoni e soprattutto in salute nel mio corpo.

A livello personale, mi sento come nuova. Mi vedo nuova. Mi accorgo dei ragionamenti che ho imparato a fare davanti alla scelta del menu quotidiano e quando vado a fare la spesa.

Cosa devo ancora imparare?

Sto ancora lavorando sulla costanza nel fare esercizio fisico…… Lo ammetto 😀 Ma sono certa di potercela fare. E per quanto riguarda il giudizio esterno, anche questo è un tasto su cui mi sto impegnando e che riuscirò a sconfiggere.

Sono convinta che nel 2019 non ci sia più spazio per una società che ancora giudica un corpo troppo grasso o troppo magro. Non distogliamo l’attenzione su ciò che davvero conta, lo star bene con noi stesse ♥

.. e se vi va, sentitevi libere di raccontarmi le vostre esperienze a riguardo, senza paura.
Un abbraccio ragazze ♥
Robi


Ph. Roberta Marcolin. Please, don’t use without permission.
© 2016-2019 Color Carta da Zucchero. Tutti i diritti riservati

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9 Gennaio 2019
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